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CALIXTO RAMÍREZ

La última y nos vamos

06.11.18 > 13.11.18

Le opere che Calixto Ramírez presenta a DOM art space nascono a partire dalle sue esplorazioni per la città. Il tutto è un omaggio a Palermo, una maniera di ringraziare la città che in poco tempo gli ha dato tanto. Il mare, la notte, il crimine, la grandezza architettonica, la gente, il gioco costante nello spazio pubblico, la precarietà e l’apertura al dialogo, sono temi presenti nel corpo dell’opera. Si concludono così i suoi 211 giorni e notti di permanenza a Palermo.

La pratica di Calixto genera nuove poetiche partendo dallo spazio, dagli oggetti e dalle azioni che avvengono nel luogo dove l’artista si ritrova. Video, fotografia, scultura e performance, sono i mezzi usati dall’artista per condividere il suo modo di vedere e percepire il capoluogo siciliano. Con il suo caratteristico linguaggio classico, formale, poetico-politico e a volte anche con un certo umorismo, Calixto trasforma la realtà circostante o ne propone un’altra.

I materiali utilizzati da Calixto hanno un loro vissuto. Vetri rotti, traccia di delinquenza, formano una linea che ci ricorda quella dell’orizzonte del mare, dimostrando che congiuntamente alla calma e alla contemplazione, risiede la violenza. Un vecchio materasso diventa un corpo in tensione, un sogno distorto per coloro che non possono riposare. Dei fichi d’india fanno da tappo a bottiglie provenienti da regioni differenti, le quali mettono in discussione l’identità e ci invitano a ridere sull’assurdità del nazionalismo. Gli oggetti senza valore trovati al mercato di Ballarò acquistano un nuovo significato trasformandosi nella Fontana Precaria. Le camere d’aria delle ruote della bicicletta, un rifiuto giornaliero di Via Divisi, diventano un’unica linea continua che spezza la circolarità della ruota, omaggiando le strade in cui abbiamo vissuto.

Sono tre i lavori performativi che Calixto presenta in mostra. La Justicia, un video dal linguaggio scultoreo che gioca con l’idea del potere, usando un’altalena come bilancia. Anni babbaluci, una scultura temporanea e performativa che esemplifica il rapporto conflittuale tra nord e sud – un’accelerazione solo apparente ma senza movimento. E infine Cripta, una fotografia che cattura un istante, quasi un atto vandalico, tipico del linguaggio fotografico dell’artista – il corpo è inserito nello spazio architettonico come celebrazione della vita.

La forza e la bellezza delle opere di Calixto scaturiscono dalla semplicità dell’idea, dalla spontaneità con la quale crea metafore sulla vita attraverso le azioni. E dunque, partendo da una suggestione tanto elementare come la linea, l’artista rappresenta sia il paesaggio che la difficoltà di trovare un equilibrio; la precarietà di una fontana che si regge a malapena in piedi o la cintura in pelle che lega Materasso, richiamando le decorazioni ornamentali di una capitale ionica. La stessa linea demarca il confine di questa isola, che, anche senza vederlo, sappiamo esistere.

Sandra Leal

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ENG

The pieces that Calixto Ramírez presents for DOM art space comes from his explorations around the city. It is a homage to Palermo, and, at the same time it is a way of thanking the city that in a short time has given so much. The sea, the night, the crime, the architectural greatness, the homeless, the immigrants, the life lived constantly within public spaces, the precariousness, and the willingness to dialogue – all are present in this body of work, concluding 211 Palermitan days and nights.

Calixto’s practice focuses on generating new poetics from the space, objects, and actions where he’s at the moment. Video, photography, sculpture and performance, are the mediums used by the artist to share his rapport with the Sicilian capital. With his characteristic classic, formal, poetic-political language and sometimes with certain sense of humor, Calixto transforms reality and proposes another.

The materials used by Calixto carry a past. Broken glass, a trace of delinquency, form a line that reminds us of the horizon of the sea, making it clear that within the calm and contemplation, there is also violence. An old mattress is transformed into a body in tension, a twisted dream for those who cannot rest. Bottles from different regions supporting prickly pears question the provenence of identity and invites us to laugh at nationalism from the absurd conversations that a plant can provoke. Objects that have lost their value at Ballarò market, take on a new sense of purpose transforming into the Fontana Precaria. Bicycle inner tubes, Via Divisi’s daily waste, become a single, unified line that breaks the circular idea of the wheel, paying tribute to the street where we have lived.

On the performative work or actions conceived for the camera frame, Calixto presents three pieces. Giustizia, a video with a sculptural language that plays with the idea of power, using a seesaw as a balance. Anni Babbaluci, a performative, temporal sculpture that exemplifies the clash between the north and the south, speed apparently without movement. And finally, Cripta, an image that captures an instant, almost an act of vandalism, typical of the photographic work of Calixto – the body is inserted in an architectural space celebrating life through the action of doing it.

The strength and beauty of Calixto’s pieces come from the simplicity of an idea, from his spontaneous way of creating metaphors about life from his actions. And so, starting from something as elemental as a line, the artist shows us from a landscape to a struggle to find balance, the verticality of a fountain that barely holds itself up or the leather strap that binds Materasso, recalling the ornamental decoration of a Ionic capital. The same line marks the boundary of this island, which, even without seeing it, we know its there.

Sandra Leal

Installation view of the exhibition La última y nos vamos, 2018.

Calixto Ramírez, Da dove proviene il fico d’India? (Conversazione tra un messicano,
un sardo ed un italiano), bottles and prickly pear, variable dimensions, 2018.

Installation view of the exhibition La última y nos vamos, 2018.

Calixto Ramírez, Via Divisi, bike inner tubes, polyurethane foam, variable dimensions, 2018.

Calixto Ramírez, Materasso, mattress, leather belt, variable dimensions, 2018.

Installation view of the exhibition La última y nos vamos, 2018.

Calixto Ramírez, Fontana Precaria, various found objects, water pump, water, variable dimensions, 2018.

Calixto Ramírez, Fontana Precaria, various found objects, water pump, water, variable dimensions, 2018.

Calixto Ramírez, Orizzonte rotto, glass, wood, variable dimensions, 2018.

Calixto Ramírez, detail of Orizzonte rotto, glass, wood, variable dimensions, 2018.

Installation view of the exhibition La última y nos vamos, 2018.

Calixto Ramírez, Cripta, inkjet print, 2018.

Installation view of the exhibition La última y nos vamos, 2018.

Calixto Ramírez, La Justicia, hd video, 2’40’’, 2018.

Calixto Ramírez, Anni babbaluci, helmet, snails, motorcycle, variable dimensions, variable duration, 2018.

Calixto Ramírez, Anni babbaluci, helmet, snails, motorcycle, variable dimensions, variable duration, 2018.

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