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GIANLUCA CONCIALDI

Dopo di te

17.04.18 > 10.05.18

Il rituale è stato compiuto la seppia cucinata e condivisa. Per la sua personale Dopo di te al DOM art_space, Gianluca Concialdi indaga la materia e lo spazio con la purezza spirituale che contraddistingue il suo lavoro di artista. Le tele come fossero lenzuola o bandiere ammainate sono piegate più volte su loro stesse, non ci sono gesti in più nulla di superfluo o di rimuginato. Una volta piegate sono state immerse nel “colore” per poi essere asciugate al sole di maggio. Nessuno degli elementi ha un posto fisso nel lavoro del signor Concialdi, le valenze ed i signficati sono quelli fortemente voluti da lui, ermetici e personali. Significati e valenze di cui dobbiamo fidarci a prescindere dalle connessioni e dai rimandi che la cultura del fatto artistico ci fa intravedere. Credere nell’opera d’arte è prima di tutto un atto di fede, nessuna cattedrale è di per se un tempio, per quanto possa essere preziosa soltanto il rito è la fede possono renderla tale. Quando tra qualche decennio le chiese diventeranno ristoranti o caffè letterari, non conterranno più nulla di sacro e perderanno la parte vitale della loro bellezza, per lo stesso motivo non ci può essere un arte filiale, accomodata sulla cruna di una sorta di moda. Il signor Concialdi lo sa, ripudia istintivamente il posto deputato alle cose, cambia sempre le carte in tavola segue una strada ed una grammatica sensoriale che lo spinge lontano e fa si, che a questo giro ci lasci, a testimonianza di un rituale, di un momento di condivisione e di vita questi suoi personalissimi “arazzi fragili al nero di seppia”. Ma cosa sono quelli impressi nella tela dal Signor Concialdi? Sogni, mappe con coordinate da decifrare, forse il frutto di una pesca notturna al contrario. E’ un lavoro di immersione. Far scivolare la realtà nell’inchiostro, nella trama della notte, per ritrovare un pattern criptato e velato dalla fascinazione del rebus dalla prurigine del caos. Un modulo variabile che sfugge a se stesso che si scompone per rinascere sempre diverso. Siamo lontani dal territorio della volontà e da un certo tipo di frivolezza stilistica, naufraghiamo piuttosto, affidando tutto quello che ci rimane alla provvidenza, al sangue nero del mare. Ci caliamo candidi nel nero di seppia per rinascere idoli e con il nostro vessillo prendere oceani, navigando lentamente verso terre lontane quanto ignote.

Giuseppe Borgia
da Il bosco di notte

Installation view of the exhibition Dopo di te, 2018.

Installation view of the exhibition Dopo di te, 2018.

Gianluca Concialdi, Not Titled Yet, cuttlefish ink on cotton, 200x200 cm, 2018.

Gianluca Concialdi, Not Titled Yet, cuttlefish ink on cotton, 200x200 cm, 2018.

Gianluca Concialdi, Not Titled Yet, cuttlefish ink on cotton, 200x200 cm, 2018.

Gianluca Concialdi, Not Titled Yet, cuttlefish ink on cotton, 200x200 cm, 2018.

Gianluca Concialdi, Not Titled Yet, cuttlefish ink on cotton, 200x200 cm, 2018.

Gianluca Concialdi, Not Titled Yet, cuttlefish ink on cotton, 200x200 cm, 2018.

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